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Phonkmeister

126:06052008
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Moleskine

Avendo finito tutti i taccuini in formato a6 che avevo in casa, ho ripiegato su un normale quaderno formato a5. Un bel quaderno, a righe, di muji, dal costo di un euro e mezzo (i quaderni a6 di muji costano un euro, e li consiglio a tutti, e personalmente preferisco la copertina “craft”, ovvero beige, piuttosto che quella nera, ma lì son puttanate, si scrive bene uguale indipendentemente dal colore della copertina, ascoltate me)(ma muji qua a Cuneo non c’è e non ne posso comprar degli altri per un po’), solo che a me, il quaderno a5, dà soggezione, perché ha le righe troppo lunghe, e perché la pagina bianca è davvero troppo grande, e quindi ho dovuto cercare un quaderno più piccolo, perché il quaderno più piccolo ti permette di riempire superfici più piccole più rapidamente, e trovo che questo sia uno stimolo incredibile. E poi il quaderno a5 non lo posso sempre avere in tasca, e il fatto di averlo sempre in tasca è una sorta di regola numero uno, perché se un quaderno non ce l’hai sempre in tasca tanto vale scrivere direttamente al computer, che per certi versi è anche più comodo. Poi non tutti son fatti come me, ma se qualcuno è fatto come me, il quaderno a6 è il meglio. Ho ritrovato in casa un quadernino moleskine a quadretti che mi aveva dato in omaggio Lulu.com al Litcamp di Torino, e adesso son sei giorni che ci scrivo sopra e mi trovo bene. A differenza di tanti quaderni, la carta è spessa il giusto, il colore è giallo il giusto, i quadretti son di un grigio caldo. Io non sapete quanto li odio, quei quaderni che trovi in giro, che sembra li abbian virati freddi nella conversione monocromatica. Che poi essendo un quadernino e non un moleskine vero e proprio non sembra neanche un moleskine, quindi dà un po’ meno l’aria da radical piciu.
Io quando l’ho finito ne compro degli altri.
(e questo è un postone che dimostra che sono un geek)