"Phonkmeister è il cruscotto di Internet"
30042008
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La questione delle quarte di copertina è una questione molto interessante, secondo me. Io ho come l’impressione che in un libro, in un romanzo, in qualsiasi romanzo, mi viene da dire, la cosa più importante, la sostanza, un po’, del libro, non sia scritta, perché non è possibile scriverla. La sostanza la deve tirare forse fuori il lettore, e credo che venga fuori dall’equilibrio tra le parti, che è come un equilibrio di forze, come dei vettori che partono da una parte e vanno ad un’altra e disegnano come delle linee, ma questo è un altro discorso.
Per tornare alla questione delle quarte di copertina e per fare un esempio che forse banalizza un po’ la faccenda, che è complicata, ma lo faccio lo stesso, se prendiamo Il buon soldato Sc’vèik, di Hasèk, nella quarta di copertina dell’edizione italiana si legge: «Nel buon soldato Sc’vèik i lettori di tutto il mondo hanno riconosciuto un eroe sovrannazionale, il campione di un irriducibile pacifismo e antimiliatrismo e un simbolo dell’inalienabilità dei diritti dell’individuo contro ogni tutela e usurpazione dittatoriale». E effettivamente, a pensarci, quel libro lì, è un libro che distrugge la guerra, l’idea stessa della guerra e della gerarchia militare, e dimostra che la guerra e la gerarchia militare sono assurde e insensate. Per scriverlo, credo che Hasèk abbia dovuto tenere conto di alcune regole, una delle quali deve essere stata questa: «Non dire mai che la guerra e la gerarchia militare sono assurde e insensate. E non dire mai che Sc’vèik è il campione di un irriducibile pacifismo e antimiliatrismo e un simbolo dell’inalienabilità dei diritti dell’individuo contro ogni tutela e usurpazione dittatoriale». Cioè, in una quarta di copertina, qualcuno deve riassumere in quattro righe la sostanza del libro, cioè quello che l’autore si è sforzato di non dire per ottocento pagine. E quel testo lì di quattro righe, sarà il testo più letto di quella specifica edizione di quel romanzo. Perché una quarta di copertina, di un libro, è, dopo il titolo, e il nome dell’autore, probabilmente il testo che viene letto di più. Se un libro ha, diciamo, 10.000 lettori, la sua quarta di copertina è molto probabile che la leggano almeno 20.000 persone. Mi viene in mente adesso che, di conseguenza, gli scrittori delle quarte di copertina sono anche degli scrittori molto più popolari, degli scrittori di quello che c’è dentro nei libri. Ma anche questo è un altro discorso, e, per tornare alle quarte di copertina, la questione delle quarte di copertina mi sembra davvero una questione molto interessante.